Ogni volta che penso all’Ucraina mi viene in mente lo spot dell’Atlante Geografico del Corriere della Sera, quando un cosmonauta atterrato in un campo gioisce pensando di essere tornato in Russia, mentre una contadina innervosita lo aggiorna sui nuovi confini geografici e gli continua ad urlare “Ucraiiina! Ucraiiina!!”, questo stupido aneddoto solo per introdurre i John Gält, gruppo che proviene proprio dal… “Ucraiiina!!”.
Ma torniamo alle cose serie: “Served Hot” è il primo full length della band che nel 2010 si era fatta conoscere al pubblico con l’ep dal titolo “First Run” (scaricabile gratuitamente dal loro sito), tanto che la Street Symphonies Records li ha messi sotto contratto e ha pubblicato il loro primo disco sulla lunga distanza.
Refrain orecchiabili, ritmi serrati, tematiche frivole e cori da stadio, sono elementi tipici dello sleaze metal e del sound dei John Gält, che sembra correre dietro a quel treno guidato ultimamente dai gruppi nu-glam scandinavi (Crashdiet su tutti).
Questi ragazzi prendono spunto principalmente dai mostri sacri degli anni 80 quindi, con un risultato tutto sommato apprezzabile e coinvolgente.
I brani sono quasi tutti caratterizzati dalle classiche soluzioni di cui è famoso il genere, anche se mi azzardo nel citare “LZ Is Hot” e “Bad Brotherhood”, perchè in certi frangenti mi hanno portato alla mente i bergamaschi Fuoriuso.
Un album che non presenta alcuna novità sconvolgente, ma che durante i trentasetteminuti della sua durata, non mancherà di coinvolgere gli amanti del glam metal.